Giuseppe Abbati
note critiche


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La figura umana è ritornata, ma com’è riapparsa dopo l’informale?
Riappare nelle arti portandosi dietro quel bagaglio di conoscenze, di tecniche precedenti, ma è attuale come testimone dei problemi odierni.
Gli insegnamenti cubisti, futuristi, espressionisti sono vivi nelle chine, negli olii, nelle tecniche miste di Giuseppe Abbati che reinterpreta i grandi maestri moderni nelle sue opere.
(...)
La società e il suo tumultuoso incedere viene espressa attraverso questi segni: la globalizzazione, le nuove tecnologie, la corsa al successo, sono criticate proprio tramite quell’uomo, del quale non si tiene più conto. Egli vorrebbe fermarsi e guardare indietro verso i suoi passi per capire se sta facendo ciò che egli vuole e non ciò che si vuole da lui.
E’ l’uomo comune sradicato dalla propria terra, dalle consuetudini naturali e proiettato verso qualcosa che non comprende, oscuro, discriminante, che lo angoscia.

Franco Giola

(...) l’“Inferno”, tanto e profondamente studiato ed analizzato nei secoli, appare attraverso l’arte visiva ancora attivo nella creatività e nella sensibilità contemporanea ed ogni artista appare tassello di un mosaico vivace e complesso; ogni immagine che accompagna il testo ci parla di una volontà di lettura e di un desiderio di partecipazione che nelle sue dimensioni sembra inesauribile, quasi a voler predisporsi ancora a nuove “Illustrazioni”.
L’intera mostra ed il volume che la accompagna sono la tangibile prova di quanto arte e letteratura continuino a convivere ed a produrre nuovi contributi; ritengo cioè collocare questo nuovo evento in quella grande storia dell’arte moderna e contemporanea che ha fatto del “libro d’artista” un oggetto straordinario di creatività ed a cui numerosi artisti anche presenti in questo progetto hanno portato significativi contributi (...)


Andrea B. Del Guercio

(Catalogo della mostra Dante 100 per 100 - Inferno. Raccolto Ed., 2007)
(...) Giuseppe Abbati gioca con le identità attraverso le scomposizioni dei volti dei soggetti che, grazie alla tecnica del collage e della frammentazione del colore, divengono specchio dell’interiorità. Chiari riferimenti a Bacon e ai dadaisti: In balia della mente e Dai una nuova direzione. Immagini immerse in una contemporaneità dissolvente. (...)

StatArt

(dal Catalogo della mostra Circuiti Dinamici 2011)
Giuseppe Abbati, autodidatta, ha assorbito e rielaborato, grazie alla assidua frequentazione della lettura e alla spiccata sensibilità formale, tutte le tecniche pittoriche in maniera completa.
Nelle opere degli ultimi due anni appare evidente l’indagine – irrazionale ma scientifica allo stesso tempo – come nella miglior tradizione informale, del volto e del corpo. Fluttuanti creature oggi su sfondi spesso omogenei, sarcastici "nudi" trattati come fossero angeli o amori di Fernando De Filippi.
Possibili (e condivisibili) i riferimenti a Francis Bacon e, un po' meno, alla pop art.
Primi piani intensi (con l'ironia da sala di posa) dove la figura, ben delineata, lascia spazio all’interpretazione astratta attraverso l’utilizzo personale degli accostamenti cromatici, spesso materici, e del collage.
La nostra attenzione si è soffermata, inoltre, sull’utilizzo gestuale della matita: con la freschezza di un bambino, l'artista si diverte a contrappuntare i volti da lui stesso “riassemblati”, quasi a voler verificare la possibilità di una nuova trasfigurazione o proposizione formale; questi interventi, sempre misurati, caricano di ulteriore energia le sue opere. (...)
Abbati è un artista interessante, ben strutturato, da seguire con attenzione perché in continua evoluzione.

Francesco Oppi (2011)