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GIUSEPPE
ABBATI nasce il 15 aprile 1973 a Cuggiono nel Parco del Ticino. Fin
dall’infanzia dimostra una spiccata predilezione per il disegno
e per l’assemblaggio; infatti, tutti i pomeriggi, gioca nella
azienda di demolizioni di auto del padre dove ha a disposizione quintali
di rottame e un centinaio di automobili da esplorare e smontare.
Il rapporto con la scuola diventa tumultuoso alle superiori:
i genitori lo iscrivono ad un Istituto Tecnico come perito chimico,
dove però non ci sono materie artistiche e non si può
più disegnare. Insofferente all’autorità, annoiato
terribilmente dai professori si chiude in un mondo interiore fantastico.
A
17 anni, contro il parere dei genitori, abbandona la scuola (che finirà
"al serale" negli anni successivi) e trova il suo primo lavoro
come meccanico di moto. Nel frattempo continua a disegnare tutte le
sere nelle birrerie, discoteche, locali... su foglietti, tovaglioli,
strappi di manifesti recuperati al momento. Si appassiona al disegno
dei grandi maestri del '900.
Nel 1993 scopre la pittura e comincia a studiare l’arte contemporanea
e a dipingere. Lavora di giorno e studia la sera. Nello stesso anno
si avvicina al mondo della disabilità, facendo volontariato in
un’associazione che si occupa di sport per portatori di handicap.
Dal '93 al '95 lavora in un’azienda che stampa stoffa, come addetto
alla produzione dei colori ed è qui che impara a ottenere e dosare
sfumature e tonalità. Negli stessi anni soggiorna alcuni mesi
tra Firenze e Roma e visita le maggiori città d’arte dell’Umbria
scoprendo e respirando il Rinascimento. Lavora poi in un’industria
che produce motori elettrici e successivamente assiste gli anziani in
una casa di riposo. Nel 1999 compra un’antico rustico sul Naviglio
Grande che ristruttura e trasforma in abitazione e studio. A poche centinaia
di metri c’è il “suo” Ticino, una fonte inesauribile
di natura, bellezza e silenzio che sente davvero come la propria casa.
Cambia ancora mestiere: da autista che consegna bibite a addetto alla
rettifica di barre d’acciaio.
Nel 2001 segue le lezioni di tecniche incisorie del maestro Ettore D'Erario.

Nel 2002, una tragedia famigliare lo colpirà a fondo. Nel 2003
sposa Luisa, con lei fa un lungo viaggio a Parigi dove visita i grandi
musei e studia dal vivo i capolavori dei maestri che ama, in particolare
Picasso e Matisse.
Al ritorno dalla Francia approda in un Servizio Formazione Autonomia,
come educatore e arteterapeuta; è qui che approfondisce il disegno
infantile.
L’attività pittorica in tutti questi anni resta comunque
principale.
Nel 2007 nasce Lorenzo, un bambino bellissimo, a cui però viene
diagnosticata una malattia. Inizia un’odissea che durerà
due anni. E' un periodo difficilissimo, si ferma tutta la vita sociale
ed artistica. Avviene un profondo cambiamento interiore sul modo di
vedere e percepire il mondo.
Oggi Lorenzo ha tre anni e sta bene, Giuseppe ha ricominciato a dipingere,
ha ristrutturato il piano terra della sua abitazione dove ha aperto
il suo nuovo studio che usa ora a tempo pieno. |